A chi dobbiamo il nostro nome
Alberto Picco nacque a Lecco nel 1925. Studente universitario di Medicina, durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale aderì alla Resistenza, collaborando con l’organizzazione clandestina lecchese che sosteneva i partigiani impegnati nella lotta di Liberazione.
Pur giovanissimo, contribuì attivamente al trasporto di viveri e materiali, al sostegno dei combattenti e all’assistenza di perseguitati politici, antifascisti ed ebrei in fuga verso la Svizzera.
Il 27 aprile 1945, durante i combattimenti per la liberazione di Lecco nell’area di Pescarenico, venne colpito mortalmente. Aveva soltanto 19 anni. Il suo sacrificio è ancora oggi ricordato da una lapide commemorativa presente in città.
La nostra società porta con orgoglio il suo nome per custodire e tramandare i valori di coraggio, responsabilità, impegno e servizio verso la comunità che hanno caratterizzato la sua breve ma significativa vita.
“Il 26 aprile 1945 affrontammo 300 uomini bene armati delle Brigate Nere che tentavano di raggiungere la colonna Mussolini nell’Alto Lario. […] Caddero altri amici, Italo Casella, Angelo Negri, il liceale Alberto Picco, prima della resa degli assediati.”
alpinista e partigiano